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Vasco Vince Pàstano...

Sono molto felice per Vince Pastano. E Orgogliosa.
Vasco Rossi l'ha voluto con sé, in studio di registrazione e sui grandi palchi di Roma e Milano e questo non può che suscitare in me una grande gioia. Finalmente vengono messe in luce le qualità di un chitarrista  che è anche ideatore di uno stile, di un sound riconoscibile presente sia nei sui progetti inediti da solista, sia nei dischi che produce e in cui collabora.

Nel 2011 ho avuto la fortuna di essere notata da lui, da Max Messina e Antonello D'Urso. Loro sono stati i produttori del mio album d'esordio e mi hanno accompagnata in diverse date del tour. Vince Max e Antonello lavorano insieme da tanti anni, hanno un'intesa particolare e artisticamente si completano.
Nello stesso anno hanno deciso di fondare un'etichetta indipendente: "Liquido Records".
Lo stile di Vince rappresenta una delle colonne portanti su cui si regge il sound  della Liquido Records.
La ricerca maniacale nella scelta dei suoni,  l'anelito continuo verso una sperimentazione in grado di spaziare dalla noise alla dub, dall'essenzialità ritmica di una chitarra acustica agli effetti di una pedaliera digitale che a volte suona  come un sintetizzatore; la capacità di creare atmosfere eteree, suoni morbidi, ovattati, è ciò che da subito mi ha colpito, appena conosciuto Vincenzo.
Allora il mio demo prima di essere consegnato era stato concepito, scritto e suonato, chitarra e voce, autoharp e voce, piano e voce. In studio di registrazione invece il vestito, l'arrangiamento, ha preso una piega del tutto nuova, innovativa. Dalle atmosfere acustiche domestiche si è entrati all'interno di una navicella spaziale, il legno delle chitarre si è fatto argento fuso, e i tappeti sonori, gli arrangiamenti, si sono trasformati in spazi quantici, buchi neri. Tutto questo amalgamandosi perfettamente alle visceralità e al mood tribale, terrestre, della batteria di Max Messina.

Vincenzo è uno scienziato del suono. Conosce bene il passato, apprezza la tradizione di chi ha lasciato  le orme, le idee, nella storia della musica. Ma è continuamente proiettato in avanti, alla ricerca dell'inesplorato, attratto dall'extraterreste. E' forse per questo che i suoi suoni di chitarra richiamano lo Spazio, si legano alla materia celeste, creano tappeti, ponti stellari . Ed è forse per questo che a furia di ricercare quelle atmosfere, a forza di immergersi in quel suono... è diventato  anch'egli stella...

(Sarò presente a San Sirooo non posso mancare!)

Nicoletta

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